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L’emdr (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica che si usa per elaborare i traumi.

Chi ha subito un trauma spesso definisce l’evento, di qualunque natura sia, come uno spartiacque, la vita dopo quell’evento non è più la stessa. La natura del trauma fa si che venga spesso rivissuta, con la stessa intensità emotiva, di quando il fatto è accaduto e questo rende la vita dopo, molto difficile da vivere. Separazioni, lutti, aborti sono solo esempi di eventi, che possono essere vissuti in modo traumatico.

Come funziona l’EMDR?

Molti studi hanno evidenziato come questo trattamento riesca a elaborare l’informazione in modo da ‘poterla digerire’. Certo, non trasformerà l’evento traumatico in un ricordo piacevole, ma non ci riattiverà più come prima.

Io uso una barra luminosa che si sposta a destra e a sinistra e ti chiederò solo di seguire la luce con lo sguardo, mentre ti conduco dentro al ricordo, prestando attenzione a quello che accade dentro di te, ai pensieri, alle sensazioni e al corpo.

Non uso l’EMDR al primo incontro, perché sono convinta che abbia senso usarla dentro ad una relazione, che si crea dandosi un po’ di tempo, imparando a conoscere le parti che compongono il sé.

L’analista quando parla a un paziente con la sua propria voce, non suona come un analista, la sua voce è quella di una persona normale che sta parlando a un’altra persona normale in un modo che è riservato all’altra persona e alla storia della loro relazione (T.H.Ogden).